martedì 15 novembre 2016

Sono qui

Ritorno in punta di piedi.

Apro le finestre per far cambiare un po’ l’aria ma non mi azzardo a togliere la polvere dai mobili, che non si sa mai,  dovessi sparire ancora.

Rileggendo il blog mi accorgo che ne è passata dell’acqua sotto i ponti e le ultime volte che ho scritto si riferivano al terribile mese di novembre dell’anno scorso.

E’ stato uno dei momenti più brutti della mia vita e mi ha segnato tanto, più di quanto potessi immaginare.

Le paure sono aumentate a livello esponenziale, ho il terrore del telefono che suona, giro ormai da quasi un anno con il cellulare senza suoneria per non sobbalzare ogni due per tre.

Alcuni giochini al computer di cui ho abusato in quel periodo come “svuotatesta” ora mi creano dei flash back fortissimi per cui, appena sposto “caramelle” piuttosto che perdermi in solitari, riemergono nella mente  delle situazioni emotive che mi gettano in stati di ansia piuttosto pesanti.

In realtà la situazione dallo scorso inverno è cambiata moltissimo e mia  madre che da 5 anni non usciva più di casa e  che, dopo le ultime disavventure, scivolava un giorno sì e l’altro pure, in attacchi di panico e crisi depressive, si è ripresa e ha fatto accadere anche ‘o miracolo: ad  agosto ha deciso di iniziare a scendere le scale e alla fine è riuscita anche ad uscire e a fare i suoi giretti e poi risalire ben 4 piani a piedi.

Questo ha generato un ondata di ottimismo in lei e di fiducia che credo le abbia portato un gran beneficio. Di questo l’unico meritevole, oltre a lei, è mio fratello che, con il suo fare burbero e introverso, l’ha accompagnata in questi passi e si è sempre premurato di controllarle i livelli della pressione dopo le escursioni.

Su questo fronte, niente da dire, lui è il più grande.

Io sono contenta di questi suoi passi ma mi rendo conto di essere molto apprensiva verso di lei e a   ogni minima cosa divento estremamente apprensiva ed entro subito in ansia.

Tutto questo per dire che non sto proprio vivendo serenamente e se a questo aggiungo che siamo di nuovo a novembre mese che,  come più volte dichiarato, detesto con tutte le mie forze, la situazione non è per niente rosea.

Passano gli anni e sto maturando una triste consapevolezza, ovvero che l ‘unico  posto in cui mi sento veramente bene e in cui sono tranquilla è il lavoro: non ci vuole un genio per capire che questa cosa è, a dir poco, drammatica.

Mi rendo conto di aver perso i contatti con me stessa e con i miei interessi, e faccio una fatica incredibile a riprendermi e a pensare un po’ a me stessa.

Visto le facce preoccupate di chi mi sta vicino, credo si colgano abbastanza chiaramente le avvisaglie di una depressione strisciante.

Non ho amore per me stessa sia fisicamente che psicologicamente, non ho cura della mia casa che vorrei rendere più accogliente e calda ed invece riordino e pulisco in modo sempre più superficiale, giusto per non farla assomigliare ad un porcile.

I miei interessi….hanno perso di interesse e tutto quello che amavo, lo yoga, la meditazione,  camminare, viaggiare non mi appartengono più.

L’unico interesse che regge è la lettura a cui dedico sempre un po’ di tempo al giorno e che comunque sento che è un angoletto sacro ed intoccabile della mia vita.

La cosa che mi preoccupa maggiormente è la consapevolezza di non avere nessuna voglia di crearmi degli interessi: tutta la mia mente è orientata al lavoro dove, sicuramente sono apprezzata e anche tanto, ma anche lì i riconoscimenti sono sempre a parole.

Oltre al resto ho anche una figlia che sto seguendo come una brava mamma ma con grandissima fatica.

In poche parole il senso del dovere è sotto controllo (come da una vita d’altronde) è il piacere ed il lasciarsi andare che hanno dei seri problemi.

Mi rendo conto che ci sono alcuni pensieri che sono come dei vampiri, si attaccano alla mente e mi succhiano la linfa vitale. Sono pensieri che riguardano il  futuro e non il presente.

Hai voglia a raccontarmi che il futuro non sai mai cosa ti riservi, che devo vivere radicata al presente, che spesso la vita ci sorprende (non sempre positivamente) e i giorni futuri spesso prendono una piega completamente diversa.

Hai voglia a raccontarmi tutto questo, i miei vampirelli sono molto più tenaci.

Prima o poi ne parlerò, prima o poi darò un corpo anche  se solo per iscritto a questi mostriciattoli della mia mente. 

Non ora però.

Ora dovrei concentrarmi a sistemare la mia persona e farla tornare ad essere una donna desiderabile anche se solo da me, a fare della mia casa un luogo accogliente, a buttare via tutto il superfluo che la mia “distrazione” ha accumulato (non sono un accumulatore seriale sia chiaro), a riprendermi gli spazi della mia vita e delle mie passioni.


Non è per niente facile e non so nemmeno da che parte cominciare ma in qualche modo devo muovermi.

3 commenti:

  1. Se fosse facile, saremmo entrambe più felici, o almeno più serene. Come ti capisco e come vorrei trovare le parole per darti coraggio e darti la forza per ritrovare la voglia di volerti bene. Ma come faccio se per prima fallisco ? Sto fallendo di nuovo, purtroppo. Come vedi non succede solo a te, ed io non ho nemmeno il lavoro a tenermi impegnato il cervello. Un abbraccio forte e sincero

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  2. Ciao Margherita, ricambio l'abbraccio e il sapere che non fallisco solo io non mi consola, anzi mi spiace proprio.
    Non perdiamoci d'animo.

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  3. Buon Natale a te! Che siano giorni sereni.
    A presto <3

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