martedì 1 dicembre 2015

Novembre è finito!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Il mese di novembre è finito e questa volta mi ha lasciato veramente a pezzi.
Non so neanche da che parte cominciare per raccontare tutto quello che mi è successo da quando ho scritto il post precedente.
In pratica l’11novembre sono salita su un vagoncino delle montagne russe più alte del mondo e non sono ancora sicura di esserne scesa. Diciamo che se se sono scesa non me ne sono ancora accorta.
Mia madre è stata ricoverata l’11 per una leggera oppressione al torace. Essendo stata operata tre anni fa per inserimento stent abbiamo ritenuto opportuno portarla a Pronto Soccorso.
Due giorni di unita di terapia intensiva per diagnosticare che il  cuore funziona benissimo nonostante un lieve scompenso che è del tutto normale vista l’età.
Durante gli accertamenti in Pronto soccorso, da una lastra si accorgono di una piccola macchia al polmone.
Caduti tutti dal pero visto che mia madre non ha tosse né altri sintomi preoccupanti parte la routine degli esami (TAC, Pet e chi più ne ha ne metta) con le conseguenti attese lunghissime e snervanti.
Mia madre resta ricoverata.
Il 17 novembre arriva un responso dopo la prima Tac toracica e qui mi è crollato il mondo addosso e la paura N° 1 come figlia cioè quella di perdere mia madre si è materializzata davanti ai miei occhi.
Un individuo a cui faccio molta fatica ad abbinare il titolo di Dottoressa nel primo pomeriggio contatta mio fratello dicendo che l’esito della TAC è molto grave: neoplasia al polmone con metastasi alle ghiandole e sospetta metastasi ai reni.
Non ha ancora parlato con l’oncologo ma ci assicura che la diagnosi non sarebbe cambiata per cui avremmo potuto tranquillamente considerare mia madre terminale e portarla a casa aspettando i primi sintomi.
La telefonata di mio fratello credo che non me la dimenticherò più fino all’ultimo dei miei giorni.
In un attimo mi sono sentita figlia/bambina piccola e fragile, sicuramente non preparata a questo, gettata in un baratro di disperazione.
La cosa che più mi tormentava era come comportarsi con mia madre: dirle tutto?   mettersi una maschera e far finta di nulla? Per un pomeriggio ho creduto di impazzire e mi sono resa conto in un attimo di quali sono i veri problemi.
Mi sono chiesta come era possibile vivere questo Natale con la consapevolezza che sarebbe potuto essere l’ultimo.
Alla sera io e mio fratello ci ritroviamo all’ospedale e concertiamo un  modo per andare avanti ed affrontare tutto.
Appena entrati in reparto veniamo contattati da un'altra dottoressa che ci annuncia che l’oncologo ha visionato la TAC e tutto quello che è stato detto alle 13 è stato contraddetto nel giro di una conversazione durata 5 minuti e poi riconfermata il giorno  dopo dal primario: non esiste metastasi da nessuna parte, la lesione è medio piccola e in una paziente di 84 anni assolutamente curabile con delle sedute di radioterapia. Le cure sono consigliabili ma vista l’età non così urgenti.
Questa è stata la prima ripidissima discesa delle montagne russe. A leggerla così una dovrebbe solo tirare un sospiro di sollievo ed essere felice ma vi garantisco che non è così semplice risalire dal baratro da dove quell’essere ci aveva ficcati solo qualche ora prima. Prima di continuare vi posso assicurare che ho sottolineato in modo molto marcato cosa avevo vissuto a causa di un componente dell’equipe.
Ripartono altre analisi: Tac al cervello per scongiurare che ci siano altre forme tumorali (pare che il cervello, in questi casi, sia collegato al polmone) e PET total body per scongiurare qualsiasi tipo di metastasi sfuggita alla Tac.
Altri giorni di attesa e alla fine tutte le analisi sono negative.
Mia madre esce Giovedì, felice e contenta di ritornare a casa.
A lei abbiamo detto la verità (ovviamente evitando la diagnosi della microcefalo) e lei sembra averla presa bene. Sembra forse!
Il venerdì successivo stavo per scrivere un post di questa avventura quando mio fratello mi chiama e mi dice che la mamma non sta bene. Fa fatica a respirare, ha dolori dappertutto, mal di schiena, mal di stomaco ecc ecc.
Chiamiamo la guardia medica che non riscontra nessun parametro sballato, andiamo al 118 perché mia madre era completamente andata fuori di testa e andiamo per la seconda volt a in Pronto Soccorso.
Qui un medico ci chiede se abbiamo dato a mia madre il Lexotan serale.
Seconda caduta dal pero! Il Lexotan serale??????
Premetto che all’atto delle dimissioni  (ad opera sempre della microcefalo) ci hanno riconfermato la terapia delle medicine che segue normalmente cambiando solo un farmaco per la pressione (più leggero) di cui ci hanno fornito la ricetta.
All’essere troglodita travestito da dottoressa è sfuggito  di farci notare che nella terapia delle dimissioni era stato indicato che ogni sera mia madre (così come tutti gli altri pazienti) veniva somministrato  il Lexotan come ansiolitico (20 gocce) ma pensando che nel frigo insieme al latte teniamo  abitualmente anche gli ansiolitici si è guardata bene dal farci la ricetta.
Morale: noi abbiamo tolto di botto il Lexotan e mia madre ha avuto una crisi d’ansia perché anche al Pronto Soccorso non hanno trovato assolutamente nulla. Credo che ad oggi mia madre sia perfettamente analizzata e visitata nonché rivoltata come un calzino.
Ora mia madre non ha mai fatto uso di ansiolitici per cui ora stiamo valutando con il medico di base  come abbassare la dose gradualmente per non incorrere in altri attacchi di panico.
In tutto questo ho saltato il passaggio che nella prima dimissione dall’ospedale le hanno dimenticato l’ambaradan dell’ago nel braccio tenuto per tutto  il periodo e che il nostro medico curante, alla richiesta di uscire per toglierlo ci ha risposto che la difficoltà è nel mettere l’ago, non nel tirarlo via.
Peccato che mia madre ha fatto uso di anticoagulanti e quando finalmente si è deciso ad uscire ha avuto difficoltà lui a toglierlo.
Tutto questo per dire che la mia fiducia verso il personale sanitario, già bassa alla partenza, ha avuto un vero e proprio collasso e temo che non si riprenderà molto facilmente.
Per quanto mi riguarda sono quasi tre settimane che vivo in un costante clima di tensione, stomaco bloccato, fame scomparsa, botte ai nervi ogni volta che suona il telefono.
Ieri sera, dopo l’ultimo tentativo di toglerle il Lexotan (veramente l’ultimo fino a quando ci diranno come toglierlo gradualmente) ha iniziato a sentire una leggera oppressione al petto. Razionalmente ci siamo detto che dopo enne elettrocardiogrammi non poteva essere il cuore. 20 goccine di ansiolitico e si è ripresa subito nel giro di un quarto d’ora.
Ecco queste sono state le mie ultime tre settimane.
L’altalena di emozioni da figlia è difficile da scrivere e non è stato per niente semplice viverle, però c’è sempre una piccola Pollyanna (ve la ricordate?) che si agita dentro di me e che deve trovare il lato positivo a tutte le sfighe, vediamo un po’:
Il rapporto con mio fratello si è aperto improvvisamente. Lui è un po’ orso e non c’è mai stato un grande dialogo fra noi due ma, in questi casi di emergenza,  siamo una macchina da guerra perfetta anche perché siamo consapevoli che reciprocamente possiamo chiedere qualsiasi cosa all’altro e la otteniamo senza timore e senza tentennamenti
Gli voglio un mondo di bene a mio fratello e il pomeriggio in cui siamo scivolati insieme nel baratro della disperazione, anche se eravamo due adulti che si confrontavano io ho visto anche due bambini che si tenevano per mano e si dicevano “io per te ci sono sempre”
Mia madre è una colonna per noi anche se siamo il doppio di lei. Sono così felice ora di averla ancora tra di noi, anche se a volte mi fa incazzare la sua difficoltà nel reagire.
Apparente difficoltà perché lei fa parte di una generazione che non ha nulla a che vedere con noi in quanto a forza e a resilienza. Ha la forza della semplicità che alla lunga è la più tosta.
Ultimo lato positivo: cavoli ho perso 5 kg in tre settimane!!! Non si era mai visto!

Questa è la mia situazione ad oggi…..siamo in  WORK IN PROGRESS!

4 commenti:

  1. Mese da non invidiare! In realtà non è che io sia messa meglio ma la mia mamma ha quasi 92 anni e ogni giorno che sta con noi è un giorno in più.
    A me il nervoso fa l'effetto inverso, una fame perenne soprattutto di dolci per cui sto lievitando a vista d'occhio.
    Ti abbraccio forte

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  2. Beh diciamo che uno stress così forte non l'ho mai vissuto per cui questa inappetenza è una cosa nuova anche per me.
    Teniamo duro.
    Un abbraccio anche da me

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  3. Passavo di qui per caso, e volevo lasciarti un segno della mia solidarietà per questa situazione di ansia ed estrema tensione.
    Coraggio!

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  4. Meno male che le cose si son risolte meno negativamente di quanto avvisato al primo responso. Non fare di un erba un fascio perché se ci sono persone pessime, nella nostra sanità ci sono anche persone meravigliose. O almeno io ne ho trovate tantissime. Chiedi consiglio al medico al caso di cambiare il Lexotan con qualcosa di più blando, mio marito prendeva il Minias ad esempio è un vecchio farmaco, ma sempre valido e non pesante come il Lexotan. Lo svezzamento penso lo abbiate fatto a gradi, 20,10,5 poi ogni secondo giorno ecc... così ha la capacità di far fronte ad eventuali reazioni psicologiche.
    Ottimo aver rispolverato il rapporto con il fratellone!! Avere un appoggio è meraviglioso, proprio perché viscerale di sangue :D . Coraggio per il prossimo anno! Cerca di prendere valeriana dispert, ti aiuterà a calmarti, anche se in effetti il dimagrimento ci sta...

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