martedì 29 marzo 2016

Chi non muore si rilegge!


Titolo significativo per questo ritorno.
Come si può immaginare dagli ultimi post non è stato un inverno facile. Proprio per niente!
Mia madre sta un po’ meglio. Il cuore è sotto controllo ma l’inverno è stato costellato da crisi di ansia e panico che ci hanno portato più volte al Pronto Soccorso  e altrettante volte ne siamo usciti senza nessuna particolare diagnosi se non quella che…..la signora è un po’ ansiosa.
L’ansia è stata la Signora che ha imperato in questo lungo inverno.
L’utilizzo degli ansiolitici che in ospedale hanno somministrato con così tanta leggerezza hanno creato degli scompensi da cui è stato molto difficoltoso uscirne.
Ci sono stati momenti che abbiamo temuto un inizio di demenza senile e anche peggio  tanto era forte la confusione mentale e le allucinazione che mia madre aveva quotidianamente: ogni mattina vedeva sua madre e suo padre in casa che la esortavano ad alzarsi e a fare delle cose; continuava imperterrita a confondere me e mio fratello con sua sorella e suo fratello.
Crisi depressive una dietro l’altra e senso di prostrazione fisica e  mentale.
Abbiamo chiamato un geriatra per avere il suo parere. Fortunatamente (si fa per dire) nelle due settimane di ricovero mia madre è stata la donna più radiografata del mondo e tra i tanti esami c’era anche una TAC al cervello da cui si evinceva chiaramente che il cervello di mia madre  sta più che bene.
Il medico ci ha detto subito di interrompere l’ansiolitico che per un anziano è veleno e con tanta pazienza la situazione si è pian piano stabilizzata. Confusione mentale azzerata, niente più allucinazioni, qualche scivolone nell’ansia che però ora sta imparando a gestire con metodologie diverse.
Resta un po’ di tristezza a cui mia madre era poco avvezza e che ora domina un po’ le sue giornate.
Pian piano sta riprendendo a fare le cose che non riusciva più a fare come cucinare.
Ora resta da affrontare, prima sarebbe stato impensabile poterlo fare, la macchia sul polmone al quale  i medici che l’hanno visitata in questo periodo sembrano non dare così tanta importanza.
E’ una macchia sulla parte esterna del polmone che non intacca nessun organo vitale e che forse è lì da chissà quanto tempo. Il medico di famiglia ci ha detto che spesso negli anziani si formano queste neoplasie che però non hanno sviluppi veloci soprattutto a 85 anni.
Lei da quel punto di vista non ha nessun tipo di disturbo, tosse o altro.
Ora che sta un po’ meglio dovrei fissarle un appuntamento  con una radiologa per farle vedere tutta la cartella clinica  e decidere se è il caso di farle una terapia radiologica.
Io non so perché ma da questo punto di vista sono bloccata.
Ho paura di rompere quel fragile equilibrio che si è instaurato dopo questi mesi di follia.
Ho paura che lei non abbia la forza psicologica di affrontare un percorso che pur non invasivo la metterebbe comunque in ansia
Ho paura di fare più danno che beneficio (ma forse questo dovrei lasciarlo decidere ai medici)
Ho paura di non avere io la forza di sopportare altro dolore e tensioni.
La verità è questo inverno mi ha bloccato sotto molti punti di vista e mi sto accorgendo che sto vivendo con una sorta di ansia e timore per il futuro.
Mi sforzo ogni giorno di riportarmi al presente, al qui e ora, ma non è per niente semplice.
Quello che sta succedendo anche fuori dal mio piccolo mondo non aiuta ad avere fiducia, nemmeno nel presente.
Mai come in questo periodo sento  un senso fortissimo di precarietà e vulnerabilità.
Sarà solo stanchezza fisica e mentale? Non saprei dirlo ma sicuramente so che mi manca quella joie de vivre che mi porterebbe fuori da questi meccanismi cupi.
Un po’ di depressione? Mi verrebbe da pensarlo.
Quello che è certo è che devo riprendere a pensare un po’ a me stessa e fare qualcosa che mi faccia stare bene. Sento il bisogno di ritornare a quel posticino di pace dentro di me che so essere inattaccabile da tutto quello che c’è fuori.
Ho bisogno di riprendere a meditare e a prendermi cura di me sotto tanti punti di vista.
Ho bisogno di prendermi cura di me stessa per poter prendermi cura degli altri con una maggiore forza e decisione.
Sono stanca ma ho bisogno di scrivere di me e della vita che vorrei riprendere ad osservare mentre fluisce.
Ho bisogno di pensieri di vita pulsante!
In questi momenti ringrazio Dio di avermi dato una figlia che ti riporta volente o nolente al flusso della vita. Senza di lei oggi sarei persa e nello stesso tempo sono consapevole che la forza deve venire
Ma GRAZIE comunque a Dio, all’universo, agli angeli a chiunque in questo momento mi stia guardando con uno sguardo d’amore e comprensione .
E’ un post un po’ delirante lo so ma avevo bisogno di scriverlo

6 commenti:

  1. Ti capisco...spesso lo scrivere di getto corrisponde ad una vera e propria terapia!
    Faccio tanti auguri alla tua mamma e a te...per tutto!

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  2. Bentornata!
    Ti capisco tanto ho attraversato un periodo così nel2011 co in più il fatto che i miei genitori abitano a 450chilometri!
    Bentornata, scrivi, inizia a sfogarti così, sappi che ti leggiamo e tante persone ti sono vicine
    Emanuela

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    1. Grazie Emanuela, proverò a scrivere ed il bello di questo blog è che ogni volta che ci sono entrata ho sempre avvertito l'attenzione degli altri. E devo dire che fa bene.

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  3. Sono felice di leggerti, spero che tu riesca a ritrovare un po' di tregua. Ti capisco anche la mia mamma (92 anni) ha una situazione sanitaria assai precaria ed instabile ed in questo periodo abbiamo fatto di tutto per rendere le sue giornate il più serene possibile, ma non è facile perchè ci siamo caricate di ansia e preoccupazioni. Ti abbraccio forte a presto <3

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    1. Ciao cara amica di blog, con una certa discontinuità ci ritroviamo sempre. Io ti leggo anche se in questi ultimi mesi non ho avuto molto tempo e testa per commentare.
      Hai proprio ragione sul carico di ansia e preoccupazioni. E' una grande fatica essere figlie, madri e donne nello stesso momento. E' una fatica emotiva che a volte ti sfianca. Ma così è. A prestissimo

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